Negozio online

Hai già un listino. Da oggi vende.

Il feed che usi per Google, o l’export del gestionale: da lì escono mille schede prodotto con prezzi, foto e disponibilità, pubblicate in una volta invece che una per una. Il cliente paga con carta, PayPal, bonifico o contrassegno e gli incassi arrivano sul tuo conto: nessun intermediario, nessuna percentuale sulle vendite. L’ordine ti arriva per email, pronto da spedire.

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Il catalogo

I prodotti non si ricopiano. Si collegano

Un negozio ha già i suoi dati da qualche parte: un feed per Google Shopping, un export del gestionale, un foglio di calcolo. iBuildex parte da lì e li tiene allineati.

Feed e file

Feed XML (Google Merchant, RSS, Atom) e CSV. Più sorgenti nello stesso progetto, perché «un listino principale più un file di correzioni» è un caso vero, non teorico.

Le colonne le riconosce l’AI

Ogni feed è fatto a modo suo. iBuildex legge le intestazioni e propone «questa colonna è il prezzo, questa il codice» — tu confermi. Solo per i campi che i nomi noti non hanno già coperto.

Sincronizzazione ripetibile

Ogni prodotto porta l’identificativo d’origine: risincronizzare aggiorna, non duplica. E ti dice cosa è successo — quanti letti, creati, aggiornati, archiviati, scartati.

Le due regole che salvano il catalogo dal proprio automatismo

Un catalogo collegato a una sorgente automatica ha due modi tipici di rovinare il lavoro fatto a mano. iBuildex li chiude entrambi per costruzione.

Di solito

Riscrivi a mano la descrizione di un prodotto e la sincronizzazione della notte te la cancella.

Con iBuildex

I campi che correggi restano bloccati: l’aggiornamento automatico non li tocca più.

Di solito

Un prodotto esce dal listino e la sua pagina diventa un errore 404, con gli ordini che ci puntavano illeggibili.

Con iBuildex

I prodotti spariti si archiviano, non si cancellano: l’indirizzo resta rimandabile e gli ordini restano leggibili.

La scheda

Tutto quello che serve per vendere un pezzo, non per elencarlo

Un feed dà un nome e un prezzo. Una scheda che vende ha una frase che spiega a chi serve, una scheda tecnica che si può confrontare, le varianti giuste e le foto con la didascalia che Google Immagini legge.

  • Varianti vere: taglia, colore, misura — ognuna col suo codice, prezzo, giacenza, peso e la sua foto.
  • Giacenza facoltativa: «non la conto» è diverso da «zero», e chi non tiene il magazzino non deve sparire dal negozio.
  • Scheda tecnica a coppie nome/valore, non testo libero: così si confronta fra prodotti invece di essere una tabella murata dentro una descrizione.
  • Prezzo pieno barrato e prezzo di vendita, con la pastiglia dello sconto calcolata da sé.
  • Parure e kit: un prodotto suo, con prezzo suo, che sa da quali pezzi è fatto — prezzo pieno e disponibilità li deduce.
  • Un blocco libero per un singolo prodotto (il video sul pezzo di punta) senza toccare il modello delle altre mille schede.

Testi suggeriti

Descrizione breve, descrizione estesa o scheda tecnica scritte partendo dai contenuti di addestramento del progetto: sito, documenti, FAQ. Un campo per volta.

Modifica a parole

«Accorcia la descrizione», «aggiungi i tempi di consegna». La stessa cosa che fai sulle pagine, sulla scheda di un prodotto.

Categorie ad albero

Categorie dentro categorie, con ordine, immagine e il testo d’apertura del listino scritto dall’AI sui prodotti che la categoria contiene davvero.

Foto dalla libreria

Le immagini del negozio sono media come gli altri: si riusano, si rinominano, hanno la didascalia per chi non vede e per Google Immagini.

La vetrina

Listino, categorie, schede: pagine, non un’applicazione

Il negozio esce come esce il resto del sito — file statici, che si aprono subito. Con dentro tutto quello che un visitatore si aspetta di poter fare.

Cerca e riordina, senza server

Il campo di ricerca, i filtri di categoria e il selettore dell’ordinamento lavorano nel browser sulle schede già scaricate: nessuna attesa, e la barra resta in alto mentre scorri un catalogo lungo.

Le vetrine della home

Tre ripiani che scegli tu: ultimi arrivati, consigliati a mano, in saldo, i più venduti (dalle vendite vere) o le categorie. Si riscrivono a ogni pubblicazione — «i più venduti» sono quelli di oggi.

Quattro vesti del catalogo

Vetrina, editoriale, compatto, magazine. Griglia o lista, quanti per pagina, quanto pesa il nome rispetto al prezzo, pulsante pieno o col contorno. I colori restano quelli del design del sito: qui si sceglie la forma.

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Sotto ogni scheda, i prodotti che c’entrano: categorie in comune, stessa marca, prezzo vicino, parole del titolo. Nessuna chiamata esterna, stesso risultato a parità di dati — quindi correggibile.

Accessori e alternative

Cosa si usa insieme e cosa si compra al posto: due elenchi diversi, scritti a mano o proposti dall’AI leggendo il catalogo. Le scelte confermate a mano non vengono più riscritte.

Blocchi comuni a tutte le schede

Rateizzazione, spedizioni, resi, garanzia: si scrivono una volta e compaiono su ogni prodotto, come pannelli che chiusi pesano una riga. Aggiungere una frase a mille schede non vuol dire modificarne mille.

La data di consegna, non «3-5 giorni»

Sotto il pulsante d’acquisto compare il percorso del pacco — ordine, lavorazione, spedizione, consegna — con le date vere, calcolate sommando i tuoi giorni di preparazione a quelli del corriere, in giorni lavorativi. Si spegne per chi lavora su misura, dove una data scritta grande sarebbe una promessa da non fare.

Google capisce che è un prodotto

Ogni scheda porta i dati strutturati del prodotto — prezzo, valuta, disponibilità, fascia di prezzo fra le varianti — e le briciole di navigazione della categoria. È quello che serve perché il prezzo compaia nei risultati di ricerca invece di restare dentro un’immagine.

Una scelta che vale la pena spiegare

Le pagine del sito le scrive l’AI. Quelle del negozio no.

Sembra un passo indietro, ed è il contrario. Le pagine di un sito dicono ognuna una cosa diversa, quindi vanno scritte una per una. Le pagine di un negozio no: sono pochi modelli riempiti da molte righe di catalogo. Farle scrivere a un modello, misurato sulle pagine vere, costerebbe circa trentotto centesimi per prodotto e ore di attesa — e al primo aggiornamento del listino ricomincerebbe da capo.

Così invece i modelli sono in codice e prendono colori e caratteri dal design del tuo sito: cambiare un prezzo costa zero, e mille prodotti escono nello stesso tempo di dieci. L’intelligenza artificiale resta dove serve davvero: i testi delle schede, le descrizioni delle categorie, gli accessori, la home del negozio.

Dati d’ordine

Email

Nome e cognome

Indirizzo

Partita IVAsolo aziende

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Riepilogo

Merce24,00 €

Spedizione0,00 €

Sconto BENVENUTO10− 2,40 €

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Totale21,60 €

Ogni cifra ricalcolata sul server dal catalogo: del carrello si leggono solo i codici e le quantità.

Ordine #1042 · pagato
Carrello e cassa

Il carrello ti segue. La cassa non improvvisa.

Il carrello vive su tutte le pagine, non solo su quelle del negozio: chi ci ha messo dentro qualcosa e poi apre «Chi siamo» non se lo vede sparire. E non si vede affatto finché è vuoto.

  • Cassetto laterale — aggiungi e si apre di lato col riepilogo — o non si apre, se vendi cose che si comprano a più pezzi
  • Una pagina o a passi — la pagina sola converte meglio sui carrelli semplici; i passi reggono i moduli lunghi del B2B
  • Il modulo lo decidi tu — quali campi esistono, in che sezione, obbligatori o no, e a chi si mostrano — privati o aziende
  • Niente pulsanti finti — senza corrieri, pagamenti e campi la cassa non viene nemmeno generata: meglio assente che rotta
Incasso e consegna

I soldi arrivano sul tuo conto

Le chiavi del circuito di pagamento sono tue: iBuildex apre l’incasso e non ci passa in mezzo. Nessun intermediario, nessuna percentuale nostra sulle vendite.

Carta, PayPal, Klarna

Tutti e tre dentro Stripe, con una coppia di chiavi da custodire invece di tre — incasso, rimborsi e contestazioni in un posto solo. Con la carta arrivano anche Apple Pay e Google Pay. Si parte in modalità di prova, non sul primo cliente vero.

Bonifico e contrassegno

I pagamenti che si concludono fuori dal sito, con le istruzioni — l’IBAN, la causale — mostrate dopo l’ordine e mandate per email. Con l’eventuale sovrapprezzo, fisso o in percentuale.

Corrieri e ritiro

Prezzo, soglia per la spedizione gratis, giorni previsti, e il ritiro in sede — che non chiede nemmeno l’indirizzo. Pagamenti e corrieri si dichiarano per nazione: il contrassegno esiste in Italia e quasi in nessun altro posto.

Codici sconto

Percentuale o cifra fissa, spesa minima, spedizione gratis, finestra di validità, quante volte in tutto e quante per cliente, o riservato a un solo indirizzo email. Il contatore è vero: due carrelli insieme non usano l’ultima volta rimasta tutti e due.

IVA come la tratti tu

Aliquota del negozio e prezzi mostrati IVA inclusa o esclusa: la seconda è la norma fra aziende, e sbagliarla vuol dire un listino che dice il numero sbagliato a metà dei clienti.

I conti li rifà il server

Del carrello che arriva dal browser si leggono solo codici e quantità: prezzi, sconti e totali vengono ricalcolati leggendo il catalogo. E un pagamento vale «pagato» solo quando lo conferma la notifica firmata del circuito, non quando il browser torna sulla pagina di grazie.

Dopo la vendita

Un ordine è una fotografia, non un collegamento

Nome del prodotto, prezzo, corriere e metodo di pagamento vengono copiati dentro l’ordine. I listini cambiano — i prezzi si aggiornano dal feed ogni notte, un prodotto sparisce — e un ordine di sei mesi fa deve continuare a dire quello che il cliente ha comprato, non quello che costa oggi.

  • Numero progressivo per negozio: è il numero che il cliente cita al telefono.
  • Stati dell’ordine — nuovo, pagato, spedito, annullato — e stato dell’incasso separato, con il riferimento per ritrovarlo nella dashboard del circuito.
  • Clienti privati e aziende: partita IVA, codice fiscale, codice SDI e PEC per la fattura elettronica.
  • Più indirizzi per cliente, perché il regalo si spedisce altrove.
  • Campi personalizzati nel modulo — il centro di costo, il numero d’ordine interno — salvati sull’ordine e sull’anagrafica.
  • Area clienti sul sito pubblicato: «i miei ordini», con un accesso separato da quello del pannello.

Le email dell’ordine

Al negozio quando arriva un ordine — perché un ordine che nessuno vede è un ordine che nessuno spedisce — e al cliente la conferma e i cambi di stato. Oggetto, titolo, testo e chiusura si riscrivono con i segnaposto; il riepilogo con righe e conti resta composto dal sistema, o non sarebbe più una ricevuta. Ogni messaggio si può spegnere, e un’email che non parte non fa mai fallire un ordine.

Il mittente è il tuo

Il cliente legge il nome del tuo negozio e la sua risposta arriva a te. Con il dominio autorizzato si spedisce proprio dal tuo indirizzo; senza, parte dal mittente di piattaforma — che è il ripiego che funziona sempre, invece di un’email che finisce nello spam.

Il catalogo insegna all’AI

I prodotti entrano nella memoria del progetto accanto a sito, documenti e FAQ. Per chi vende è la fonte più ricca e più aggiornata che ha: da lì l’AI scrive le pagine e gli articoli sapendo cosa c’è davvero in magazzino.

Come si accende, in ordine

Il negozio si attiva sul progetto che ha già il sito: non si ricomincia da capo, e ogni passo funziona anche senza il successivo — con il catalogo carichi la vetrina, con corrieri e pagamenti accendi la cassa.

  1. 1Collega il catalogo — il feed o il CSV, con le colonne riconosciute e confermate
  2. 2Sistema le schede — categorie, varianti, foto e i testi suggeriti dai tuoi contenuti
  3. 3Scegli la veste — griglia o lista, quanto pesa il prezzo, cosa va nelle vetrine della home
  4. 4Apri la cassa — corrieri, metodi di pagamento e i campi del modulo
  5. 5Pubblica — listino, schede, categorie, carrello, cassa e area clienti: tutto statico

Finché mancano corrieri o pagamenti, la cassa resta spenta e il carrello non porta da nessuna parte: nessun visitatore incontra un pulsante che non funziona.

Vuoi vederlo sul tuo catalogo? Ci basta il feed.

Ci basta il feed che usi per Google, o un export del gestionale. Ti mostriamo il catalogo dentro il tuo sito prima che tu decida qualsiasi cosa.

Il negozio nasce sul sito: guarda come si costruisce.